Acqua: bene comune fondamentale per la vita

L'acqua è un bene comune fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi uomo compreso; è anche un elemento essenziale in quanto, mentre si può sopravvivere anche 10 settimane senza mangiare, la morte sopraggiunge solo dopo pochi giorni se il digiuno è totale.

Gli effetti prodotti dall’uomo, i cambiamenti climatici, la salinizzazione e l’inquinamento delle falde acquifere, gli sprechi, la rendono una risorsa sempre più scarsa e al centro di gravi tensioni sociali in particolare nei paesi del sud del mondo. Anche in Italia è diventato ormai urgente il problema della corretta gestione di questa risorsa che presenta varie criticità.

Negli ultimi cento anni il consumo di acqua dolce si è più che decuplicato nel mondo; la conseguenza è che oltre un terzo della popolazione mondiale vive ormai in paesi considerati ad emergenza idrica, e tale percentuale aumenterà negli anni, dal momento che si è superato quel limite che fissa nel 10% la differenza tra consumo e offerta, a favore del primo, per far scattare l’emergenza idrica.

Il volume totale d'acqua sulla terra è di 1,4 miliardi di Km3. La superficie della terra è ricoperta dal 71% di acqua e dal 29% di terra. Sulla terra il 97,5% di acqua è salata e solo il 2,5% del totale, pari a 35 milioni di Km3, è costituito da acqua dolce. Di questi. il 68,9% (24 milioni di Km3) è sotto forma di ghiacci e neve permanenti nelle regioni montuose, antartiche e artiche. Solo il restante 30% (8 milioni di Km3) pertanto (che rifacendo i calcoli… rappresenta l’1% della totalità di acqua presente sul Pianeta!) costituisce acqua dolce confinata in depositi sotterranei (falde, umidità del suolo, acquitrini) o acqua superficiale. Questa costituisce circa il 97% di tutta l'acqua dolce che potenzialmente può essere utilizzata dagli uomini.

L'acqua dolce contenuta nei fiumi e nei laghi è di 105.000 Km3 cubi o lo 0,3% del totale dell'acqua dolce mondiale. Si stima che ogni anno circa 502.800 Km3 di acqua evapora da oceani e mari, il 90% di quest'acqua evaporata (458.000 km Km3) viene restituita sotto forma di precipitazioni che alimentano le acque superficiali e sotterranee, mentre il restante (44.800 Km3) cade sulla terra (acqua sulla superficie terrestre: precipitazioni, evaporazione, etc ...).

Solo a causa della crescita della popolazione della terra, la disponibilità pro capite è diminuita da 12.900 m3 per anno nel 1970 a 9.000 m3 nel 1990 e meno di 7.000 m3 nel 2000. Si prevede che la disponibilità di acqua dolce continuerà a diminuire arrivando a 5.100 m3 pro capite per anno nel 2025.

In conclusione, solo una quota piccolissima di acqua (meno dell’1% di tutte le risorse d'acqua dolce e solo lo 0,01% di tutta l'acqua della terra) sia potenzialmente utilizzabile dall'uomo per le proprie necessità vitali.

Globalmente, nonostante il 54% di tutta l'acqua dolce accessibile sia utilizzata dagli esseri umani, oltre 1 miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile, e 2,5 miliardi (di cui 1 miliardo sono bambini) non dispongono di adeguati servizi igienico-sanitari. Le implicazioni dell’assenza di questi servizi nelle realtà urbane determina l’insorgenza, secondo l’OMS, di colera, malaria e malattie intestinali che, oggi, sono la seconda causa di mortalità infantile.

Ogni 15 secondi un bambino muore per malattie connesse alla qualità idrica e la mancanza di acqua potabile ogni anno causa più vittime di qualsiasi forma di violenza, incluse le guerre.

Sono più di 663 milioni in tutto il mondo le persone che non hanno l'acqua potabile in casa e 2,4 miliardi quelle che non hanno accesso a servizi igienico-sanitari adeguati.

 

 

Chimicamente l'acqua è formata da due atomi di idrogeno legati con legame covalente polare ad un atomo di ossigeno (formula molecolare H2O).

L’acqua è presente nei tre stati fisici della materia: solido, liquido, gassoso; i cambiamenti dello stato fisico dell’acqua costituiscono il ciclo dell’acqua; è una molecola polare, è il solvente universale, scioglie molte sostanze sia organiche che inorganiche.

 

L’acqua (corporea totale o TBW, Total Body Water) è quantitativamente la componente predominante rappresentando, in condizioni normali, circa il 60-70% del peso corporeo, nell’uomo di riferimento, e il 55-65% nella donna di riferimento; ma questo valore è maggiore nei bambini (alla nascita è circa il 77% del peso corporeo) e diminuisce progressivamente con l’età e/o con l’aumentare dei depositi di adipe, che è praticamente anidro.  Per questo motivo, la corretta determinazione, in percentuale e in litri, costituisce la base per stimare i parametri di forma fisica.

 

Totale acqua corporea come % del peso

 

Bambino

Uomo

Donna

Magro

80

65

55

Normale

70

60

50

Grasso

65

55

45

 

 

In condizioni patologiche, i valori percentuali possono oscillare al di fuori del range sopra indicato, segnalando disidratazione (stress fisico-ambientale) o all’opposto sovra-idratazione (edema, malattie infettive e malnutrizione calorico-proteica, ad esempio).

L'acqua rappresenta il mezzo in cui hanno luogo tutte le reazioni biologiche dell’organismo; permette il trasporto dei nutrienti, è il solvente fondamentale per tutti i prodotti della digestione, regola il volume cellulare, la temperatura corporea, la pressione osmotica, ed è essenziale per eliminare dall'organismo tutte le scorie metaboliche e le tossine da espellere.

L’acqua rappresenta un nutriente essenziale: infatti l’uomo può fare a meno del cibo per diversi giorni, ma non possiede la stessa resistenza alla sete. Il bisogno di acqua deve essere soddisfatto completamente e interamente. Modifiche anche piccole della composizione dei fluidi dell’organismo non sono tollerate dall’organismo e attivano immediatamente meccanismi di compenso basati essenzialmente sull’assunzione (processo della sete) o sull’eliminazione (urine, sudore) di liquidi. Gran parte dell’acqua viene introdotta con gli alimenti (500-700 ml) e con le bevande (800-1.500 ml); a questa va aggiunta l’acqua metabolica (circa 350 ml/die) prodotta dalla respirazione cellulare, tenendo conto che l’ossidazione di 1 g di proteina produce 0.39 g di acqua, quella di 1 g di amido 0.56 g di acqua e quella di 1 g di grasso 1.07 g di acqua.

È il metabolismo dei carboidrati che maggiormente contribuisce alla produzione di acqua metabolica essendo la fonte energetica principale della nostra alimentazione.

Non è possibile stabilire per l'acqua un fabbisogno giornaliero in quanto la necessità varia con clima, età, dieta e attività. In genere, un apporto giornaliero di acqua compreso fra 1 ml/Kcal e 1,5 ml/Kcal di energia spesa nell'adulto permette di bilanciare le perdite e di rendere il carico dei soluti tollerabile per i reni. Soprattutto nel bambino occorre controllare che si abbia un apporto di 1,5 ml/kcal di energia spesa, essendo maggiore la quantità d'acqua per unità di peso e minore la capacità renale. Anche gravidanza ed allattamento comportano un maggiore fabbisogno di acqua.

Perdite di acqua si hanno fisiologicamente con respirazione, sudorazione, minzione; patologicamente con vomito e diarrea. La disidratazione può determinare scompensi che vanno dai crampi alle allucinazioni e alla perdita di coscienza. Riduzioni idriche per il 20% del peso corporeo sono incompatibili con la vita; al contrario, un eccesso di contenuto idrico corporeo può dare sintomi neurologici.

Nell’adulto l’acqua corporea totale è distribuita in due compartimenti principali:

  • per il 67% all’interno delle cellule, ove costituisce il Liquido Intra-Cellulare (ICW, Intra Cellular Water) che, in condizioni fisiologiche, è un indice della massa cellulare o della massa metabolicamente attiva dell’organismo (BCM);
  • il rimanente 33% è esterno alla cellula e costituisce il Liquido Extra-Cellulare (ECW, Extra Cellular Water), che comprende il liquido interstiziale (23%), il plasma (7%), la linfa (2%) ed i liquidi transcellulari(1%) prodotti dalle ghiandole esocrine e dalle mucose dell'apparato respiratorio, gastroenterico e riproduttivo.

Il rapporto ECW/ICW, massimo nel neonato, si riduce progressivamente con l’età.

 

Distribuzione approssimativa di acqua in uomo giovane

Modello

Compartimento

Kg

% TBW

Molecolare

Total Body Water

40

100

Cellulare

Intracellulare

23

57

 

Extracellulare

17

43

Tissutale

Intracellulare

23

57

 

Plasma

2.8

7

 

Interstiziale

8.0

20

 

Ossa

2.8

7

 

Tessuto Connettivo

2.8

7

 

Transcellulare

1.6

4

L'invecchiamento determina una diminuzione dell'acqua totale corporea, mentre in alcune patologie (cirrosi epatica, scompenso cardiaco, sindrome nefrosica) l'acqua totale corporea e si modifica il rapporto fra liquido intra ed extracellulare.

L'equilibrio fra il volume dell'acqua in entrata e quello in uscita è regolato dal centro della sete dell'ipotalamo tramite l'ormone antidiuretico (ADH, Anti Diuretic Hormone) che agisce sull'assorbimento renale.

Le perdite fisiologiche di acqua da parte dell’organismo sono dovute soprattutto alla respirazione e perspirazione (circa 1.250 ml/die) e alla produzione di urina (800-1.500 ml/die) e di feci (100-150 ml/die).

Elevate perdite di acqua si possono però avere anche con il sudore, il vomito e la diarrea.

Basta una diminuzione della TBW corrispondente al 2% del peso corporeo per alterare la termoregolazione ed influire negativamente sul volume plasmatico, limitando l’attività e le capacità fisiche del soggetto. Con una diminuzione del 5% si hanno crampi. Una diminuzione del 7% può provocare allucinazioni e perdite di coscienza. Perdite idriche vicine al 20% del peso corporeo totale (12% della TBW) risultano incompatibili con la vita.

Il fabbisogno di acqua varia molto da individuo a individuo, e dipende dalla composizione della dieta, dal clima e dall’attività fisica. In condizioni fisiologiche il turnover giornaliero di acqua corrisponde al 15% del peso corporeo nei primi mesi di vita e al 6-10% del peso corporeo nell’adulto.

Particolare attenzione va sempre rivolta al soddisfacimento del fabbisogno di acqua nell’anziano e nel bambino, soprattutto in condizioni di non autonomia.

Nel bambino la percentuale di acqua nell’organismo è maggiore rispetto all’adulto, le perdite tendono ad essere superiori e il meccanismo della sete deve ancora completamente maturare; questi sono alcuni motivi per cui occorre offrire spesso acqua ai bambini durante la giornata. Il fabbisogno può aumentare in modo rilevante in alcune condizioni che comportano un maggior rischio di disidratazione come stati febbrili o gastroenteriti.

Nell’anziano la sensazione di sete è meno percepita in quanto il meccanismo che la regola è meno efficiente rispetto all’adulto, quindi il rischio di disidratazione è particolarmente elevato. Ecco perché si consiglia alle persone anziane di assumere frequentemente liquidi durante la giornata, sia come acqua che altre bevande e cibi ricchi di acqua (tisane, latte, caffè d’orzo, ecc.). Nella tabella che segue, viene evidenziato il diverso contenuto di acqua di alcuni alimenti comunemente utilizzati.

 

ALIMENTI

CONTENUTO DI ACQUA

Verdura fresca, ortaggi e frutta fresca

oltre l’80%

Carne e pesce freschi

oltre il 60%

Pane fresco

30%

Pasta di semola cruda - cotta

11% - 62%

Prodotti da forno: biscotti secchi, crackers, fette biscottate; frutta secca

meno del 10%

 

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