Dal sovrappeso all'obesità e malattia

 

Lavorare, mangiare, bere, dormire, amare: tutto deve essere misurato.
(Ippocrate, 460-370 a.C.)

 

La triade Obesità, Diabete, Sindrome Metabolica (SM) rappresenta oggi una delle entità nosografiche di maggiore rilevanza in tutto il mondo, sia per la loro prevalenza e gravità (morbilità e morbidità) sia per il loro impatto socio-sanitario ed economico.

Tenere sotto controllo il proprio peso è un obiettivo primario per tutelare la propria salute. Questo perché l’eccessivo accumulo di grasso corporeo può portare effetti negativi sulla salute essendo associato a diverse patologie, in particolare a malattie cardiovascolari, al diabete mellito di tipo 2, alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, ad alcuni tipi di cancro e alla osteoartrosi, con conseguente riduzione dell'aspettativa di vita.

L’obesità e il sovrappeso sono la conseguenza di uno squilibrio tra energia introdotta e consumata.

L'obesità rappresenta la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo, con l'aumento della prevalenza in adulti e bambini, ed è considerata uno dei più gravi problemi di salute pubblica del nostro secolo.

Nei prossimi 20 anni, il mondo sarà popolato da 700 mila malati di cancro in più proprio a causa dei chili di troppo. La stima arriva dal Cancer Research UK e dello UK Health Forum. In particolare la correlazione tra l'indice di massa corporea e il rischio di neoplasie è significativa nel tumore dell'utero (con un rischio che può aumentare del 62% rispetto a chi ha un peso nella norma), della colecisti (31% di aumento del rischio), del rene (25% di aumento) e in minor misura di fegato, colon, cervice, tiroide, ovaio, seno nelle donne in post-menopausa, pancreas e retto e nell'insorgere di forme leucemiche.

Il sovrappeso – come accennato - è anche correlato al diabete mellito di tipo 2. Secondo uno studio pubblicato recentemente su The Lancet e condotto dai ricercatori dell'Imperial College di Londra, in collaborazione con la School of Public Health di Harvard, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e molti centri di ricerca tra i quali l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), studio che ha coinvolto oltre 500 ricercatori ed ha analizzato i dati di 751 studi di popolazione, condotti tra il 1980 e il 2014, per un totale di 4,4 milioni di adulti, uomini e donne, realizzando delle mappe interattive in grado di confrontare i dati tra i 146 Paesi considerati, negli ultimi 35 anni il numero di soggetti affetti da diabete è quadruplicato, passando da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2014. Ad un simile drammatico incremento è corrisposto un incremento altrettanto forte dei costi, che hanno raggiunto gli 825 miliardi di dollari l'anno.

All'origine di questo aumento ci sono l'incremento e l'invecchiamento della popolazione mondiale e il diffondersi di stili di vita non salutari, che ha portato all'aumento dell'obesità. In particolare, la prevalenza di uomini diabetici è raddoppiata (il 4,3% della popolazione mondiale nel 1980, il 9% nel 2014) e anche le donne diabetiche sono passate dal 5% al 7,9% nello stesso arco temporale. Se questo andamento dovesse continuare, nel 2025 si conteranno oltre 700 milioni di diabetici, con il rischio che molti Sistemi sanitari non riescano più a sostenerne i costi.

I dati su riportati motivano ampiamente occorra aumentare le conoscenze sulla tematica. Il tessuto adiposo non è semplicemente un connettivo, bensì un vero e proprio organo endocrino, costituito da due tipi di cellule (bianche e brune), in grado di produrre ormoni e diverse sostanze bioattive, note come adipochine, che hanno attività pro-infiammatoria o anti-infiammatoria, a seconda dei casi. Questo fa sì che l'obesità possa essere considerata una malattia, e come tale va prevenuta, o, nel peggiore dei casi, curata.

© tutti i diritti riservati - disclaimer - seguici su facebook
Software by Olga de Aloe