Di Cancro … non si può e non si deve morire

 

                                                                 

Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto 
a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare
(Ippocrate, 460-370 a.C.)

 

 

Purtroppo si cancro si continua a morire nonostante continui la riduzione della mortalità ed aumenti il numero degli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore. Molto si deve ancora fare e tutti devono dare il proprio contributo per eliminare questa patologia. Già cambiare alcuni abitudini e acquisire uno stile di vita più virtuoso potrebbe essere sufficiente.

Consultando “I numeri del cancro in Italia 2015”, si osserva come, per la prima volta, in Italia diminuisce il numero di uomini colpiti dal tumore, con 194.400 nuove diagnosi stimate nel 2015 (erano 196.100 nel 2014, 199.500 nel 2013), mentre esso in lieve crescita nel sesso femminile (circa 169.000 nel 2015). Emerge, in particolare, la diffusione del vizio del fumo. Il 23% delle italiane è tabagista, con ricadute evidenti: tra il 1999 e il 2010 l’incidenza del tumore del polmone è diminuita del 20% tra gli uomini, mentre si registra un aumento del 36% fra le donne.

Nel 2015 sono stimate complessivamente 363.300 nuove diagnosi di cancro: la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52.000), seguita da seno (48.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.000).

Sempre nel 2015 sono circa 3milioni gli italiani vivi con una diagnosi di tumore, con un incremento del 17% rispetto al 2010. Ogni giorno vengono diagnosticati mille nuovi casi di tumore, ma l’Italia resta uno dei Paesi in Europa con il più elevato tasso di sopravvivenza.

I dati dell’Istituto nazionale di statistica-Istat indicano che nel 2012 (ultimo anno disponibile) sono stati 177.351 i decessi attribuibili ai tumori tra gli oltre 600.000 verificatisi in quell’anno. Le neoplasie rappresentano la seconda causa di morte, dopo le malattie cardio-circolatorie (38%). Il tumore che ha fatto registrare nel 2012 il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.538), seguito da colon-retto (19.202), seno (12.004), pancreas (10.722), stomaco (10.000) e prostata (7.282).

Tra gli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate; seguono quello del polmone (15%), del colon-retto (14%), della vescica (11%) e dello stomaco (5%).

Tra le donne, il cancro della mammella è il più frequente, rappresentando il 29% di tutte le neoplasie, seguito da colon-retto (13%), polmone (6%), tiroide (5%) e corpo dell’utero (5%).

Continua la riduzione della mortalità per tumore, sia tra gli uomini (-1,3% l’anno) che tra le donne (-0,8% l’anno); di conseguenza si assiste ad un costante aumento (circa il 3% l’anno) del numero degli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore (sino a 3 milioni nel 2015).

La Regione Campania manca ancora di un registro tumori, nonostante la presenza di aree ad alto rischio (vedi Terra dei Fuochi) a causa dello smaltimento illegale di rifiuti tossici, ma anche di un minore accesso agli screening preventivi, agli esami diagnostici, alle terapie.

Dati emergenti suggeriscono quanto sia urgente ed indifferibile investire in Salute. Un carico pesante non solo di ordine economico, sempre meno sostenibile anche nei paesi a più elevata copertura sanitaria, è costituito dalle Malattie Croniche Non Comunicabili – NCD - come le malattie cardiovascolari, il cancro, diabete, l’obesità, la malattia cronica ostruttiva polmonare, e le patologie neurodegenerative: tutte sono responsabili di oltre l'80% della mortalità e del 70% di disabilità e sofferenze in tutto il mondo.

L’invito è: seguire le raccomandazioni utili a prevenire i tumori, per sé e per la Comunità.

© tutti i diritti riservati - disclaimer - seguici su facebook
Software by Olga de Aloe