Indirizzi dietetici nella prevenzione della malattia neoplastica

Il termine “stress ossidativo” indica l’insieme delle alterazioni prodotte nei tessuti, nelle cellule e nelle macromolecole biologiche allorché queste rimangono esposte ad un eccesso di agenti ossidanti, sia endogeni sia esogeni. Un corretto equilibrio tra sostanze ossidanti ed antiossidanti (il cosiddetto equilibrio ossido riduttivo o equilibrio redox) è essenziale per una serie di funzioni fisiologiche, in quanto numerose proteine coinvolte nelle catene di trasduzione intracellulare dei segnali (recettori, chinasi e fosfatasi, fattori di trascrizione) sono sensibili ad alterazioni anche lievi di tale equilibrio. Alterazioni di minore entità hanno solitamente un significato fisiologico, di “modulazione”, mentre gli squilibri maggiori finiscono facilmente per produrre disfunzioni, danno cellulare, apoptosi o necrosi.

A fronte del problema dello stress ossidativo è divenuta pratica comune fare uso di integratori alimentari a base di vitamine antiossidanti, i quali però, in realtà, non godono del supporto di prove scientifiche; inoltre, l’utilizzo prolungato di tali sostanze si è dimostrato nocivo, e ha causato effetti collaterali come aumenti significativi di scompenso cardiaco in pazienti diabetici o vasculopatici, in persone con cancro alla testa e al collo, ma anche aumento di mortalità generale in persone sane. La naturopatia olistica e le medicine tradizionali insegnano ad utilizzare l’alimentazione e lo stile di vita in generale come prima fonte di sostanze antiossidanti: alimenti quali proteine animali e alcool, abitudini malsane come il fumo e la sedentarietà sono fonti di sostanze ossidanti mentre frutta fresca, frutta secca e oleosa, cereali integrali e verdure sono una ricca risorsa di anti ossidanti.

Una dieta ricca di frutta e verdura insieme ad un esercizio fisico moderato costante si è dimostrata utile a migliorare la resistenza all’insulina e lo stress ossidativo in soggetti con diabete di tipo 2 e a combattere l’invecchiamento e le patologie croniche degenerative. E’ ormai un dato acquisito che un disequilibrio dello stato RedOx è anche alla base degli effetti negativi esercitati da obesità e infiammazione cronica nelle patologie che affliggono l’Uomo del III Millennio, a cominciare dalle malattie cardiovascolari al cancro.

La correlazione tra abitudini alimentari e cancro è ormai un dato di fatto, ma è anche un campo di ricerca aperto e di difficile interpretazione per la comunità scientifica internazionale. In generale, l’aumentata frequenza di tumori maligni è correlata con il maggiore apporto calorico e con il maggiore consumo di grassi e proteine di origine animale. Perché gli effetti negativi o positivi di un determinato cibo, sostanza chimica, o di un metodo di cottura possono manifestarsi occorrono anni. L’azione svolta dai cibi sul corpo umano, inoltre può essere diversa nelle diverse fasi della vita, dall’infanzia all’età matura. In genere per la prevenzione delle neoplasie è consigliabile mantenere un corretto peso corporeo, seguire una dieta ricca di verdura fresca, frutta e povera di grassi. I cibi andrebbero cotti con metodi che non ne alterino il valore nutrizionale, che non generino sostanze cancerogene e che limitino o eliminino la tossicità derivante da micotossine prodotte dalla contaminazione dei cibi da parte di vari funghi. Infine è consigliabile moderazione nel consumo di alcolici, svolgere una costante attività fisica e, naturalmente, bandire il fumo

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