Multifattorialità del cancro

Nulla avviene per caso, ma tutto secondo ragione e necessità. 
(Leucippo, V secolo a.C.)

 

Quando si parla di cancro non ci si riferisce ad un'unica malattia, bensì a diversi tipi di malattie, che hanno cause diverse e distinte, che colpiscono organi e tessuti differenti, che richiedono pertanto esami diagnostici e soluzioni terapeutiche personalizzate. In genere, il processo che porta alla formazione di un cancro è multifasico (iniziazione, promozione, progressione), richiede un tempo più o meno lungo, è indotto da una serie di alterazioni a carico del DNA (mutazioni) causate da fattori diversi (estrinseci ed intrinseci) che interagisco spesso tra di loro. Le caratteristiche acquisite dalle cellule trasformate per lo sviluppo e la propagazione tumorale vengono definite “Hallmarks del cancro”. Affinché un tumore esordisca, si sviluppi, colonizzi a distanza, deve trovare un ambiente favorevole in cui può prosperare: il microambiente tumorale.

Tuttavia, ciò che è scritto nei nostri geni non è immutabile nel corso della vita, ma è soggetto a modulazioni dinamiche: genoma ed epigenoma (questo comprende tutte le caratteristiche possedute da un organismo, ovvero tutti i cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo o DNA). Il tumore ha quindi una base genetica ed una epigenetica che vede l'integrarsi di funzioni geniche alterate con funzioni epigenetiche che ne sostengono l'attività alterata. La maggior parte delle malattie multifattoriali sono indotte da alterazioni dell’epigenoma. L’ambiente in cui viviamo può provocare cambiamenti epigenetici nel nostro organismo attraverso vari fattori tra cui, in primo luogo la nutrizione, l’esercizio fisico, l’esposizione ad inquinanti e l’esposizione a stress di diversa natura, in poche parole, lo stile di vita. Questi fattori possono esplicare il loro effetto anche in presenza di esposizioni “moderate”.

L'ambiente (inteso come tutti quei fattori che non vengono trasmessi geneticamente e sono in grado di influenzare concretamente la durata e la qualità della vita di un individuo) modella pertanto il nostro genoma; i tumori possono essere considerati principalmente una malattia ambientale, dal momento che il 90-95% dei casi è attribuibile a fattori ambientali e solo il 5-10% a fattori genetici. Tra i fattori ambientali che contribuiscono alla morte per cancro i più rilevanti sono: fumo (25-30%), dieta e obesità (30-35%), infezioni (15-20%), radiazioni (entrambi non ionizzanti fino al 10%), stress, mancanza di un'adeguata attività fisica e inquinanti ambientali.

È vero anche, però, che la maggior parte di queste fattori sono modificabili: quasi un terzo delle morti per cancro si potrebbero evitare solo abolendo l'uso di tutti i prodotti a base di tabacco, e con una dieta sana, accompagnata da una regolare attività fisica, molte altre vite potrebbero essere salvate. Oggi è noto che uno stile di vita sano è molto più importante della genetica. Inoltre i cambiamenti epigenetici che avvengono durante lo sviluppo embrionale e le prime fasi della vita sembrano avere un impatto rilevante sull'organismo e su quello che sarà la sua vita futura.

 

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