Quali consigli per prevenire l’Alzheimer?

Nel mondo oltre 44 milioni di persone sono ammalate di Alzheimer, cifre che dovrebbero raddoppiare nel 2030 secondo le previsioni del Global Report 2014. Il 71% dei pazienti vivrà in paesi a basso e medio reddito. Predire il rischio di ammalarsi si può. La ricerca ha reso disponibili numerosi test, non ultimi quello degli odori, perché, a quanto pare, deficit olfattivi sono i primi segnali del morbo; il test che spia la presenza nella retina di sostanza amiloide, fino al prelievo di liquido spinale per ricercare gli AB oligomeri, particelle amiloidee precipitate. Il goal di ricercatori e clinici però è riuscire a capire se e come sia possibile prevenire la malattia o quanto meno rallentarne la progressione.

La demenza di Alzheimer è in parte di origine genetica e in parte dovuta a fattori ambientali. Stando ad uno studio pubblicato di recente su The Lancet, questa demenza sarebbe prevenibile agendo su sette principali fattori di rischio: diabete, ipertensione, obesità, sedentarietà, depressione, fumo, scarsa attività intellettuale. Gli specialisti concordano su un punto: l'importanza dei diversi fattori legati allo stile di vita che è possibile modificare per ridurre il rischio. Agendo su di essi si potrebbero evitare nel giro di pochi anni circa 9 milioni di casi e d'altra parte è noto come un caso di demenza su tre sia riconducibile a cattive abitudini e a stili di vita scorretti[1].

Dalle ricerche emerge l'importanza di modificare lo stile di vita, di prediligere alcuni nutrienti e di limitare l'introito di certi metalli come il rame che predispongono ad ammalare di Alzheimer. In particolare sono stati condotti studi clinici sul rame per vedere se esista una correlazione tra questo metallo e la malattia. Non solo chi ha valori più elevati nel sangue di rame non ceruloplasminico, la quota di rame libera che genera stress ossidativo a livello dei neuroni, si ammala più precocemente, ma i pazienti con livelli più elevati hanno un declino cognitivo più rapido. La frazione di rame non-ceruloplasminico o libero, viene utilizzato da molti tessuti incluso il cervello perché il rame libero oltrepassa la barriera ematoencefalica e raggiunge le aree cerebrali dove è depositata l'amiloide. Se la quota di rame libero è in eccesso nei soggetti con metabolismo alterato della beta amiloide, accelera la cascata neurodegnerativa. Per conoscere i livelli ematici di rame è sufficiente sottoporsi al test C4D.

Il 60% delle persone con Alzheimer ha livelli alterati del rame, ma non è detto che una persona con test C4D positivo sia ammalata, ha però un rischio elevato che tuttavia può essere modificato attraverso semplici pratiche[2].

 

Ecco le 7 regole per prevenire l’Alzheimer:

  1. Ridurre i grassi saturi e i grassi trans-insaturi. I primi si trovano nei latticini, nella carne e alcuni oli (cocco e palma). I secondi in molti snack e merendine e sono elencati come "oli parzialmente idrogenati".
  2. Consumare alimenti di origine vegetale: ortaggi, legumi, frutta, cereali integrali.
  3. Assumere 15 milligrammi di vitamina E dagli alimenti ogni giorno (semi, noci, verdure a foglia verde e cereali integrali).
  4. Assumere un integratore con vitamina B12, la dose giornaliera raccomandata è pari a 2,4 microgrammi al giorno.
  5. Evitare integratori e complessi multivitaminici nei quali sono presenti ferro e rame oltre la dose giornaliera consigliata pari a 8 (uomo) o 18 (donna) milligrammi per il ferro e 1 milligrammo per il rame. Anche frutti di mare e fegato bovino sono ricchi di rame.
  6. Scegliere prodotti privi di alluminio (pentole, antiacidi, lievito).
  7. Due ore di esercizio fisico aerobico settimanale.

I ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago hanno sviluppato un programma di dieta che sarebbe in grado di ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer di ben il 53 per cento[3].

Lo studio ha esaminato più di 900 persone di età compresa tra 58 e 98 anni, che hanno compilato i questionari alimentari e sottoposti a ripetuti test neurologici. I risultati riportano che i partecipanti che si sono attenuti più strettamente ai consigli dietetici avevano un livello di funzione cognitiva equivalente a quello di una persona 7,5 anni più giovane.

La dieta MIND (MIND sta per Mediterraneo-DASH intervento per neurodegenerative Delay) combina elementi della dieta mediterranea e della dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) ma si è dimostrata più efficace di ognuna delle due nel ridurre il rischio di Alzheimer

La dieta MIND ovvero 10 gruppi di alimenti che aiutano a proteggere contro l'Alzheimer

  1. Verdure a foglia verde - La dieta MIND raccomanda frequenti porzioni (almeno due porzioni alla settimana) di verdure a foglia verde quali cavoli, spinaci, broccoli, bietole e altre verdure ricche di vitamine A e C e di altre sostanze nutritive. Maggiori benefici cerebrali si hanno con sei o più porzioni a settimana.
  2. Altre verdure - I ricercatori consigliano di mangiare un'insalata e almeno un altro ortaggio ogni giorno per ridurre il rischio di Alzheimer.
  3. Noci e Noccioline - Noci e Noccioline sono una buona merenda per la salute del cervello. Le noci contengono grassi sani, fibre e antiossidanti, possono contribuire a ridurre il colesterolo cattivo e quindi a ridurre il rischio di malattie cardiache. La dieta MIND raccomanda di mangiare noci almeno cinque volte alla settimana.
  4. Bacche - Le bacche sono l'unico frutto specificamente consigliato nella dieta MIND. I mirtilli sono uno degli alimenti più potenti in termini di protezione del cervello, ma anche le fragole hanno anche dimostrato benefici in studi precedenti. La dieta MIND raccomanda di mangiare frutti di bosco, almeno due volte a settimana.
  5. Fagioli - Se i fagioli non sono una parte normale della vostra dieta, dovrebbero essere inseriti perché ad alto contenuto di fibre e proteine, e basso contenuto di calorie e grassi. I ricercatori consigliano di mangiare fagioli tre volte alla settimana per contribuire a ridurre il rischio di Alzheimer.
  6. Cereali integrali - I cereali integrali sono una componente chiave della dieta MENTE. Si consiglia almeno tre porzioni al giorno.
  7. Pesce - Mangiare pesce almeno una volta alla settimana aiuta a proteggere le funzioni del cervello. A differenza della dieta mediterranea che raccomanda di mangiare pesce almeno tre volte a settimana, la dieta MIND sostiene che una volta a settimana è sufficiente.
  8. Pollame - Secondo la dieta MIND, si raccomandano due o più porzioni alla settimana.
  9. Olio d'oliva - L'olio d'oliva è preferibile ad altre forme di oli e grassi da cucina perché si associa ad una maggiore protezione contro il declino cognitivo.
  10. Vino - Nella dieta MIND si raccomanda un bicchiere di vino ogni giorno. Solo uno, però.

Ma ci sono anche cinque gruppi di alimenti da evitare perché a rischio di sviluppare la demenza ...

  1. Carne rossa - La carne rossa non è vietata nella dieta MIND, ma i ricercatori suggeriscono di limitarne il consumo a non più di quattro porzioni alla settimana per aiutare a proteggere la salute del cervello. Questa è un’atra differenza rispetto alla Dieta mediterranea, che limita carne rossa ad una sola volta alla settimana.
  2. Burro e margarina – L’uso di burro e margarina dovrebbe essere limitato a meno di un cucchiaio al giorno sulla dieta, preferendo al suo posto l’olio d'oliva che preserva il cervello.
  3. Formaggio – Anche il consumo di formaggi dovrebbe essere limitato a non più di una volta alla settimana se si vuole ridurre il rischio di Alzheimer.
  4. Pasticcini e dolci – E’ noto che questi prodotti non fanno bene alla salute. La dieta MIND raccomanda di limitarsi a non più di cinque assaggi a settimana.
  5. Gli alimenti fritti e fast food - Gli alimenti fritti o distribuiti nei fast food rientrano tra quelli non salutari. Ne va limitato il consumo a non più di una volta alla settimana per una salute ottimale del cervello.

 

 

 

 

[1] Norton S, Matthews FE, Barnes DE, Yaffe K, Brayne C. Potential for primary prevention of Alzheimer's disease: an analysis of population-based data. Lancet Neurol. 2014 Aug;13(8):788-94. doi: 10.1016/S1474-4422(14)70136-X.

[2] Barnard ND, Bush AI, Ceccarelli A, Cooper J, de Jager CA, Erickson KI, Fraser G, Kesler S, Levin SM, Lucey B, Morris MC, Squitti R. Dietary and lifestyle guidelines for the prevention of Alzheimer's disease. Neurobiol Aging. 2014 Sep;35 Suppl 2:S74-8. doi: 10.1016/j.neurobiolaging.2014.03.033. Epub 2014 May 14.

[3] Morris MC, Tangney CC, Wang Y, Sacks FM, Bennett DA, Aggarwal NT. MIND diet associated with reduced incidence of Alzheimer's disease. Alzheimers Dement. 2015 Feb 11. pii: S1552-5260(15)00017-5. doi: 10.1016/j.jalz.2014.11.009. [Epub ahead of print]

 

 

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