Saper leggere le etichette fa bene alla salute ... ed alla tasca

 

Il medico del cibo osservar deve, quanto e qual sia, di che sostanza e quando debba prendersi 
(Scuola Salernitana, XI-XII sec.)

 

L’etichetta è in pratica una sorte di carta d’identità di un prodotto alimentare, uno strumento che il consumatore può utilizzare per conoscere tutto ciò che è contenuto in quel determinato prodotto, dunque la lista degli ingredienti, la tabella nutrizionale, i termini di scadenza, le modalità di conservazione e la provenienza del prodotto. Leggere scrupolosamente le etichette sulle confezioni deve esser visto come un atto di responsabilità verso se stessi, la propria salute e benessere, perché consente di effettuare scelte consapevoli e informate, evitare sorprese indesiderate (particolarmente da chi presenta problemi allergici), e soprattutto assicurare una sana alimentazione rispondente alle esigenze.

Le norme relative all'etichettatura dei prodotti alimentari sono fissate dall'Unione europea (UE). Alcune informazioni sono obbligatorie, altre invece facoltative. Tutte devono essere chiare, comprensibili, leggibili, indelebili e in lingua italiana (eventualmente anche in altre lingue).

L'etichetta deve indicare: nome del prodotto e a quale trattamento specifico è stato sottoposto (per es. congelamento, polverizzazione, affumicatura, UHT, ecc.); elenco degli ingredienti; la quantità netta di prodotto in peso (peso netto/peso sgocciolato) o in volume insieme alle istruzioni per l'uso; termini di scadenza, obbligatoria solo per alcuni tipi di prodotti molto deperibili, o il termine minimo di conservazione (se la dicitura recita "da consumarsi preferibilmente entro… " significa che fino a quella data il prodotto garantisce le sue proprietà, ma può essere consumato anche per un breve periodo successivo alla data indicata; se invece riporta la dicitura "da consumarsi entro", allora il prodotto va consumato assolutamente entro quella data e non oltre); azienda produttrice con indirizzo; lotto di appartenenza; modalità di conservazione e eventualmente utilizzo. Al contempo un'etichetta non deve mai indurre in errore sulle caratteristiche del prodotto, sulla sua natura, origine, qualità, ecc. A questo proposito è bene ricordare che la pubblicità del prodotto venduto è puramente indicativa, messa solo per richiamare l’attenzione del consumatore.

Per quanto concerne gli ingredienti (compresi gli additivi presenti), l'ordine in cui appaiono in etichetta non è assolutamente casuale ma è decrescente in relazione al peso, quindi il primo è quello quantitativamente più rappresentato e via via seguiranno gli altri.

Gli additivi alimentari sono invece sostanze che vengono aggiunte al cibo per conservarle, presentarle meglio cambiando colore, gusto; ma non tutti sono così innocui e non sono propriamente degli ingredienti e non hanno alcun valore nutrizionale. Sono classificati a seconda della funzione ad esempio antiossidante, antimicrobica svolta negli alimenti e sono identificati da un numero e da una lettera. La lettera "E" indica che l'additivo in questione è riconosciuto e permesso in tutti i paesi dell'Unione Europea. Il numero che segue ne definisce la categoria ad esempio E1…= colorante E3… = antiossidante. Nello specifico: Coloranti (da E100 ad E199); Conservanti (da E200 ad E299) il loro fine è quello di rallentare il deterioramento del cibo causato da: batteri, lieviti e muffe; Antiossidanti (da E300 ad E322) evitano il processo di ossidazione nell'alimento; Correttori di acidità (da E325 ad E385)

Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti (da E400 ad E495); Aromatizzanti, donano agli alimenti specifici odori e sapori. La legge italiana prevede la loro indicazione in etichetta in modo generico come aromi.

Su moltissimi prodotti alimentari sono presenti, per iniziativa volontaria delle singole aziende, anche informazioni nutrizionali che diventeranno obbligatorie per legge su tutti gli alimenti dal 13 Dicembre 2016 (artt. 30-35 Regolamento UE 1169/2011). Esse indicano il valore per 100 grammi/100 ml e per porzione, la quantità di proteine, carboidrati e grassi ed eventualmente anche la quantità di grassi saturi, zuccheri semplici, fibra e sale, oltre alla RDA cioè la quantità di energia e nutrienti coperta da una porzione o da 100 grammi del prodotto rispetto alle indicazioni raccomandate. Questo nella convinzione che la conoscenza dei principi base della nutrizione e un’adeguata informazione nutrizionale sugli alimenti possono contribuire significativamente ad operare scelte consapevoli.

Si ricorda infine che a partire dal 15/02/2003 è in vigore il Dlgs/306/02 che dispone l'applicazione di una "carta d'identità" da applicare alla frutta e alla verdura.

Altro elemento interessante è il codice a barre (composto da un insieme di barre, lineette nere) attraverso il quale si risale alla provenienza nazionale ecco alcuni esempi: 80 Italia, 30 Francia, 57 Danimarca, 73 Svezia, 400 Germania, 76 Svizzera, 45/49 Giappone, 87 Olanda, 90 Norvegia.

Per concludere anche il materiale utilizzato per le confezioni ha rilevanza perché ogni confezione è fabbricata utilizzando uno specifico materiale (CA = cartone, AL = alluminio, PVC = polivinilcloruro, ACC = banda stagnata). Tutte queste indicazioni sono utili per poter smaltire e differenziare correttamente i rifiuti.

Da quanto esposto si comprende quanta importanza possa avere la organizzazione di corsi o campagne efficaci di educazione e informazione per migliorare la comprensione delle informazioni alimentari da parte dei consumatori. In mancanza è preferibile che ognuno si adoperi per accrescere per quanto possibile il proprio bagaglio di conoscenze.

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