Tra mode, curiosità e tendenze alimentari

Gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare.
(Jean Anthelme Brillat-Savarin, 1755 – 1826)

 

La logica che anima il consumatore responsabile è quella di essere una persona attenta non solo al contenuto degli alimenti ma a come essi sono prodotti, all’impatto che la loro produzione e distribuzione ha sulla vita delle persone, sui legami sociali e sull’ambiente, al rispetto verso il proprio territorio, vissuto come un contesto identitario, ben conosciuto e rassicurante nei confronti delle paure globali indotte dagli effetti dell’industrializzazione spinta e incontrollata dell’agroalimentare.

Continua ad aumentare l'interesse per i prodotti biologici, nonostante  la crisi economica abbia messo un freno ai consumi alimentari totali. Diversi i fattori che incidono sulla propensione all'acquisto di prodotti a marchio biologico: il reddito (più comune l'uso da parte di famiglie con reddito mensile familiare medio-alto), la presenza di figli in età pre-scolare, un elevato titolo di studio del responsabile degli acquisti alimentari della famiglia. Non ci sono solo fattori socio-demografici ad influenzare la propensione al bio, ma anche stili di vita: come chi fa sport, è vegetariano o ha disturbi o malattie che impongono grande attenzione alla dieta.

I fedeli del bio non fanno la spesa spinti dalla moda. Acquistano prodotti bio perché sono consapevoli che scegliere il buon cibo è un fattore fondamentale per la protezione della salute. Quasi tutti i giorni portano in tavola prodotti bio. Il loro primo acquisto va collocato lontano nel tempo, quando ancora del bio si parlava poco. Quando possono mangiano bio anche fuori casa. Fanno la spesa soprattutto nei negozi specializzati, dove trovano la varietà di prodotti di cui hanno bisogno. Fanno sempre la raccolta differenziata e acquistano direttamente dal produttore quando possono.

I prodotti ortofrutticoli freschi si confermano la categoria su cui ricade il maggiore interesse del consumatore italiano, ma grande successo riscuotono anche uova, yogurt, olio extra vergine d'oliva, marmellate, miele.  

Anche molti supermercati stanno creando delle aree apposite dedicate ai prodotti biologici. I prezzi non sono più esorbitanti come alcuni anni fa. Molti consumatori hanno scoperto come fare la spesa bio in modo alternativo per spendere meno e meglio. No ai centri commerciali e sì ai mercati a chilometri zero, ai Gruppi d'acquisto solidale e alla spesa direttamente presso le aziende agricole. Altri ancora preferiscono fare la spesa bio nelle erboristerie di fiducia e nei negozi specializzati.

In conclusione, il consumatore è oggi più consapevole che dalle proprie scelte dipende lo stato di salute e di BenEssere, per cui presta molta attenzione a ciò che porta in tavola e a ciò che consuma. Purtroppo questa consapevolezza è spesso solo a vantaggio di determinate classi sociali, con maggiori disponibilità economiche,  culturalmente più evolute, e più giovani. Purtroppo tale gap è parallelo a quello che allontana sempre più il Sud dal Centro-Nord in Italia. Con l'incedere della globalizzazione, crescono, per i motivi più deteriori, le diseguaglianze italiane: in un Paese bloccato,  non ci sono soltanto le demarcazioni territoriali nette che quantificano – in misura drammatica - le distanze fra Sud e Centro Nord, con un Pil pro capite nel 2013 pari a 17,2mila euro nel Mezzogiorno, contro 33,5mila euro nel Nord Ovest,  31,4mila euro nel Nord Est e 29,4 mila euro nel Centro.  

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