Glossario - voci con L

Cliccare su una delle lettere elencate per richiamare la pagina con i termini che iniziano con tale lettera.
L.A.R.N. cerca ricorrenze

Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti, costituiscono le tabelle di riferimento di energia e di nutrienti per costruire genericamente una dieta equilibrata per la popolazione italiana.

Laser cerca ricorrenze

Il laser è un dispositivo in grado di emettere un fascio di luce coerente. Il termine si riferisce oltre che al dispositivo anche al fenomeno fisico dell'amplificazione per emissione stimolata di un'onda elettromagnetica. La sigla Laser corrisponde alla denominazione inglese “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation”, traducibile in italiano in: “amplificazione della luce per mezzo dell’'emissione stimolata di radiazioni”. È uno strumento che emette radiazioni elettromagnetiche monocromatiche molto potenti e concentrate; viene usato in chirurgia per eliminare tessuti potenzialmente o sicuramente dannosi.

Latte cerca ricorrenze

Il latte è un liquido bianco secreto dalla ghiandola mammaria delle femmine dei mammiferi, che si caratterizzano come distinta classe zoologica anche per questa fondamentale particolarità. Il latte è uno degli alimenti più completi e nutrienti grazie al suo elevato contenuto di acqua, calcio e vitamina D (fondamentale per la formazione di ossa e denti), vitamine del gruppo B e A e contiene tutti gli aminoacidi che servono al nostro organismo per rimanere in buona salute.
Il lattosio è lo zucchero del latte (si trova solo in questo alimento) e il grasso ivi contenuto si differenzia da tutti gli altri grassi poiché risulta utilizzabile in modo efficace dall’organismo e facile da digerire.

Lattice cerca ricorrenze

Il lattice (o latice) è un liquido lattiginoso dalla consistenza gommosa ed estremamente elastica, estratto da alcune piante superiori (angiosperme). Per le sue straordinarie proprietà, il lattice viene ampliamente sfruttato in ambito sanitario, edilizio e domestico, così pure nel settore dei giocattoli. E' presente in molti oggetti, come guanti da lavoro o guanti sterili, può provocare reazioni allergiche. Quella al lattice è una delle allergie professionali più diffuse: la reazione è imputata soprattutto a proteine che derivano dalla linfa dell’'albero della gomma brasiliana, utilizzata per produrre il lattice.

LBM cerca ricorrenze

lean body mass o massa magra, rappresenta la somma della massa magra priva di grasso (FFM) + il grasso primario o lipidi essenziali

LC50 cerca ricorrenze

Concentrazione di sostanza che si rivela letale per il 50% degli organismi usati in un test di tossicità per un certo tempo di esposizione.

Leptina cerca ricorrenze

Ormone proteico che ha un ruolo importante nella regolazione dell'ingestione e della spesa calorica, compreso l'appetito ed il metabolismo. La leptina è uno dei principali ormoni prodotti dal tessuto adiposo bianco, essendo codificata dal gene Ob(Lep) (Ob di obeso, Lep di leptina). Agisce nella regolazione del bilancio delle riserve energetiche: mentre la grelina è l'ormone che stimola il senso di appetito, la leptina regola il senso di sazietà. I livelli circolanti sono strettamente correlati alla massa grassa; l’'espressione e la secrezione della leptina sono aumentate nell’'obesità.

Levotiroxina cerca ricorrenze

La levotiroxina è l'isomero levogiro della tiroxina (T4), aminoacido contenente iodio incorporato in una glicoproteina (tireoglobulina).

LH cerca ricorrenze

ormone luteinizzante, prodotto dall'’adenoipofisi. In inglese Luteinizing Hormone (LH), contribuisce anch’'esso a regolare le funzioni dei testicoli. In particolare, nelle donne, un suo repentino aumento determina l’'ovulazione e la formazione del corpo luteo e negli uomini stimola la produzione di testosterone da parte di cellule presenti nei testicoli.

LHRH cerca ricorrenze

dall'’inglese Luteinizing Hormone Releasing Hormone, traducibile in ormone stimolante il rilascio dell’ormone luteinizzante (LH). L’'LHRH stimola la produzione di LH da parte dell’'adenoipofisi.

lichene cerca ricorrenze

Associazione simbiontica di un fungo con un'alga. Può essere utilizzato come indicatore biologico per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico.

lignite cerca ricorrenze

Un tipo di carbone di colore fra il marrone ed il nero, con un alto contenuto di umidità e di materia volatile, utilizzato quasi esclusivamente per la produzione di energia elettrica.

limite di esposizione cerca ricorrenze

Termine generale di tipo amministrativo che definisce la concentrazione o l’intensità di esposizione che non dovrebbe essere superata.

limiti di esposizione lavorativi cerca ricorrenze

Livello di esposizione al quale si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta senza effetti negativi per la salute. In ambiente lavorativo si considerano tre categorie di limiti di esposizione: nel caso delle sostanze aerodisperse il limite di esposizione giornaliero (TLV-TWA) è la concentrazione media ponderata nel tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi; il limite per breve tempo di esposizione (TLV-STEL) è la concentrazione a cui i lavoratori possono essere esposti continuativamente per un breve periodo di tempo (il riferimento è a 15 minuti), senza che insorgano irritazioni, alterazioni croniche o irreversibili, narcosi, purché il valore-limite di soglia giornaliero non venga superato; il limite istantaneo (TLV-Ceiling) è la concentrazione che non deve essere superata durante l'esposizione lavorativa nemmeno per un istante.

Linea germinale cerca ricorrenze

La serie delle cellule germinali, considerate dai precursori germinali primordiali fino ai gameti maturi, spermatozoi e cellule uovo, che posseggono un singolo corredo di cromosomi (aploide).

Linee guida cerca ricorrenze

In medicina, raccomandazioni di comportamento clinico, prodotte con rigore metodologico, attraverso un processo di ricerca sistematica e riproducibile delle evidenze scientifiche, per assistere sia i medici sia i pazienti nella scelta delle modalità di assistenza più appropriate in specifiche circostanze cliniche; rappresentano un tentativo di concentrare un ampio volume di conoscenze scientifiche in un formato facilmente utilizzabile dal medico ed applicabile al paziente individuale.

Linfocita cerca ricorrenze

I linfociti sono cellule presenti nel sangue che costituiscono tra il 20 e il 40% dei leucociti (secondo i dati delle formule leucocitarie riconosciute). Hanno la dimensione di 7-15 micrometri (piccoli linfociti fino a 8 micrometri e grandi linfociti da 9 in su), con un nucleo rotondeggiante, un citoplasma scarso (si riduce a un sottile anello) e pochi granuli.
I linfociti sono cellule presenti nel sangue che costituiscono tra il 20 e il 40% dei leucociti (secondo i dati delle formule leucocitarie riconosciute). Hanno la dimensione di 7-15 micrometri (piccoli linfociti fino a 8 micrometri e grandi linfociti da 9 in su), con un nucleo rotondeggiante, un citoplasma scarso (si riduce a un sottile anello) e pochi granuli.
Nel sistema immunitario hanno il compito di reagire in modo specifico nei confronti di qualsiasi agente estraneo, o antigene. Ogni linfocito possiede sulla membrana un recettore per l'antigene con una sola capacità combinatoria: ciò significa che è in grado di riconoscere e legarsi a uno solo dei tantissimi antigeni che potrebbero penetrare nell'organismo. La specificità del riconoscimento dell'antigene rimane immutata durante la vita del linfocito, il quale, una volta riconosciuto l'antigene, trasmette la specificità antigenica alle cellule-clone in cui si riproduce: questa espansione cellulare determina l'aumento del numero dei linfociti capaci di reagire verso quel determinato antigene.
Oltre alla specificità del riconoscimento dell'antigene, i linfociti hanno anche la proprietà di conservare una memoria del riconoscimento antigenico e vivere per lungo tempo. I linfociti-memoria, che hanno già riconosciuto l'agente infettivo, venendo nuovamente a contatto con lo stesso antigene danno origine a una risposta immunitaria, detta secondaria, molto più rapida e intensa. Al contrario degli altri leucociti responsabili di una risposta immunitaria aspecifica, innata, i linfociti innescano una risposta immunitaria specifica, che utilizza meccanismi di difesa basati sul riconoscimento dell'invasore e definiti come adattativi. Le due caratteristiche della risposta immunitaria adattativa (specificità e memoria), oltre a conferire l'immunità naturale da malattie infettive, rendono possibile la profilassi delle malattie infettive attraverso la vaccinazione. I linfociti circolano nel sangue e nel sistema linfatico controllando ogni distretto dell'organismo. Dal punto di vista morfologico i linfociti sembrano una popolazione omogenea, mentre dal punto di vista funzionale sono distinti in due principali tipi, i linfociti B e T, ai quali si aggiungono i linfociti "non B e non T" (o "cellule nulle"), per esempio, le cellule natural killer.

Linfocita B cerca ricorrenze

Nell'organismo umano, i linfociti B maturano nello stesso organo in cui nascono, il midollo osseo (vedi linfoblasto). In seguito alla loro maturazione passano nel circolo sanguigno, ma, essendo cellule più sedentarie dei linfociti T, tendono a localizzarsi nei linfonodi, dove costituiscono ammassi cellulari, detti follicoli primari, e solo una piccola percentuale rimane in circolo. Di tutto il processo di maturazione che, a partire dai precursori midollari, porta ai linfociti B, la tappa di gran lunga più importante e caratteristica è quella che porta alla comparsa delle immunoglobuline di membrana, con la quale il linfocito B conclude il proprio percorso maturativo e può localizzarsi nei linfonodi e nel circolo sanguigno. I linfociti B, oltre a riconoscere direttamente gli antigeni estranei, con il sito combinatorio delle immunoglobuline di membrana, possono, come i macrofagi e i granulociti, fagocitare strutture estranee rivestite da anticorpi, ed esercitare le funzioni di cellula presentante l'antigene. Un linfocito B maturo viene attivato dal contatto con l'antigene che si lega specificamente alle immunoglobuline della classe IgM e IgD esposte sulla sua membrana. In seguito a questo contatto specifico, il linfocito B diviene suscettibile a una serie di molecole segnale (linfochine) rilasciate da un linfocito helper, che abbia a sua volta riconosciuto lo stesso antigene. Il legame di queste linfochine con i loro recettori specifici, espressi sulla membrana dei linfociti B, induce il linfocito B a dividersi attivamente e a generare un clone di cellule figlie. Da queste prenderanno origine due tipi di cellule: le plasmacellule e i linfociti B memoria. Le prime sono le cellule a vita breve, capaci di produrre e secernere una gran quantità di anticorpi, e destinate a morire una volta cessata questa funzione; le seconde sono cellule con una vita molto lunga, con il compito di mantenere il "ricordo" dell'antigene che è stato riconosciuto per la prima volta dalla cellula capostipite del clone. L'importanza dei linfociti B nella resistenza alle malattie infettive è notevole. La secrezione di immunoglobuline da parte delle plasmacellule e il loro passaggio nel circolo sanguigno mettono a disposizione dell'organismo invaso da un microrganismo un efficacissimo strumento per combatterlo. Sebbene la funzione principale dei linfociti B sia la produzione di anticorpi, essi sono in grado di guidare meccanismi di uccisione di cellule, mediante procedimenti analoghi a quelli della citotossicità.

Linfocita Natural Killer cerca ricorrenze

I linfociti Natural Killer o cellule NK o Linfociti NK sono cellule del sistema immunitario, particolarmente importanti nel riconoscimento e distruzione di cellule tumorali e infette da virus. Sono in grado inoltre di produrre citochine, come l'interferone gamma (che attiva i macrofagi), TNF, GM-CSF. Un'altra denominazione è quella di grandi linfociti granulari a causa delle dimensioni maggiori rispetto ai linfociti B e T e per la presenza di granuli preformati nel citoplasma, contenenti i mediatori della loro citotossicità. Le NK non necessitano di attivazione, avendo un sistema di riconoscimento del target del tutto diverso e indipendente dal "riconoscimento dell'antigene" caratteristico degli altri linfociti (T e B) ed essendo prive dei complessi recettoriali TCR e BCR. Le NK infatti esplicano un'importante azione come prima difesa, tipica dell'immunità innata.

Linfocita T cerca ricorrenze

I linfociti T prendono nome dal fatto che, dopo essere stati prodotti nel midollo osseo (vedi linfoblasto), migrano nel timo, dove avviene la loro maturazione, consistente in una serie complessa di eventi cellulari e molecolari, nota come educazione timica, per cui i linfociti T imparano a riconoscere le cellule dell'organismo. Si evita così che, una volta maturati ed entrati in circolo, possano reagire contro cellule dell'organismo di cui fanno parte, distruggendole. Il riconoscimento degli antigeni da parte dei linfociti T avviene tramite un recettore di membrana chiamato Ti (T cell receptor, TCR), formato dall'associazione di due catene glicoproteiche diverse, unite da un legame disolfuro. I linfociti T maturi si differenziano nei seguenti principali sottotipi di cellule: linfociti T citotossici o citolitici (linfociti Tc o CTLs), linfociti T helper (linfociti Th), linfociti T di memoria (linfociti Tm), linfociti T regolatori (linfociti Treg).

I linfociti T helper per riconoscere l'antigene devono venire in contatto con cellule macrofagiche che "presentino" loro l'antigene. I macrofagi che presentano l'antigene possono, per esempio, fagocitare una struttura estranea, digerirla tramite enzimi nei vacuoli di fagocitosi e demolire la struttura antigenica. Alla fine i frammenti di antigene digerito verranno esocitati ed esposti sulla superficie cellulare del macrofago. Quando viene in contatto con il macrofago, il linfocito T helper può riconoscere specificamente i frammenti della struttura antigenica demolita ed esposta all'esterno: questo evento attiva il linfocito T helper, che quando reincontra la struttura antigenica secerne una inteleuchina-2. A sua volta, l'interleuchina-2 secreta dai linfociti T helper attiva quei linfociti T citotossici che abbiano anch'essi riconosciuto lo stesso antigene, inducendoli a dividersi e a dare origine a un clone di cellule citotossiche, capaci di uccidere specificamente tutte le cellule che presentano quell'antigene. I linfociti T helper possono inoltre, con altri tipi di molecole (interferon-gamma e fattori chemiotattici), attivare i macrofagi e indurre la mobilitazione dei granulociti e la produzione di immunoglobuline da parte dei linfociti B. I linfociti T hanno un'importante funzione nel contrastare le infezioni virali.

 

Linfocita T citotossico cerca ricorrenze

Sono linfociti T CD8+ in grado di distruggere cellule con le quali vengono in contatto ed in particolare quelle infettate da virus o trasformate in cellule tumorali. Inoltre, i linfociti T citotossici (CTL) liberano citochine che stimolano l'attività dei fagociti.
I linfociti CD8 estrinsecano la loro citotossicità fa senza danneggiare le cellule viciniori o le stesse CTL. Questo avviene grazie alla creazione di uno spazio chiuso fra linfociti e cellula bersaglio (cosiddetta sinapsi immunologica), nel quale rilasciare gli enzimi che andranno a distruggere la cellule infetta. La fusione dei granuli con la membrana, causa la fuoriuscita del loro contenuto (molto simile a quello dei linfociti NK): granzimi A, B, e C; perforina, in grado di alterare la struttura e creare pori sulla superficie cellulare; serglicina, che serve a facilitare l'ingresso dei granzimi attraverso la perforina; granulisina, che altera la permeabilità delle cellule.
Un altro metodo, condiviso da molte cellule che non possiedono i granuli dei CTL, è l'espressione della proteina detta ligando di Fas che lega Fas sulla membrana cellulare. Sembra che l'attivazione di Fas causi la morte della cellula che lo espone. Si è già detto che la sinapsi immunologica previene danni alle cellule adiacenti isolando la zona di secrezione senza, però apparentemente proteggere i CTL stessi. I linfociti, infatti, per ovviare a questo, secernono anche catepsina B, un enzima in grado di degradare qualsiasi molecola di perforina si avvicini al linfociti.

Linfocita T della memoria cerca ricorrenze

E' un tipo di linfocita che ha la caratteristica di conservare il ricordo del contatto fra il sistema immunitario di un individuo e l’'antigene.
I linfociti T della memoria possiedono diverse caratteristiche rispetto ai linfociti normali:
- esprimono livelli maggiori di proteine anti-apoptotiche che consentono loro di non morire al termine della risposta;
- sono presenti in numero più alto rispetto ai linfociti naive per lo stesso antigene;
- offrono una risposta più immediata e più potente rispetto alla prima;
- hanno una ridotta dipendenza dalla costimolazione;
- la sopravvivenza non richiede il contatto con l'antigene, ma le citochine IL-15 e IL-7;
- il marcatore risulta essere CD45RO, invece che CD45RA.

Linfocita T helper cerca ricorrenze

Questo linfocita è definito helper (in italiano “aiutante”) perché “aiuta” altre cellule del sistema immunitario a svolgere le loro funzioni. Questi linfociti CD4+ infatti liberano citochine che, a loro volta, regolano la produzione e la differenziazione di altri linfociti T e anche di fagociti e linfociti B.

Linfocita T regolatorio cerca ricorrenze

I linfociti T regolatori vengono in parte prodotti nel timo ed in parte si formano nel corso di una risposta del sistema immunitario, per “limitarla” ed evitare che coinvolga in modo improprio molecole dannose per l’'organismo. Sono detti anche soppressori perché sono coinvolti nei processi di regolazione, soprattutto in senso negativo, di spegnimento della risposta immunitaria contribuendo alla tolleranza periferica (in particolare inducendo l'apoptosi in linfociti attivati senza un reale bisogno tramite fasL, ma anche esprimendo il recettore per IL-2 ad altissima affinità in maniera da sottrarlo ai linfociti TH1). Questa regolazione sembra sia guastata in processi di autoimmunità, mentre sfruttata a proprio vantaggio dai tumori per eludere il sistema immunitario.

Linfociti NKT cerca ricorrenze

I linfociti NKT sono una piccola popolazione di linfociti T che esprime CD56, un marcatore tipico delle cellule Natural Killer. Una parte di questi linfociti esprime una catena α codificata da un unico segmento riarrangiato e per questo viene chiamata invariante. I recettori presenti su questo tipo di cellule sono in grado di riconoscere lipidi associati a particolari molecole, chiamate CD1, che svolgono un ruolo simile alle MHC di classe I. L'espressione di uno, entrambi o nessuno dei corecettori CD4 e CD8 non influenza minimamente la loro azione. Sono in grado di produrre grandi quantità di interleuchina-4 e INF-g aiutando i linfociti B della zona marginale a produrre anticorpi verso lipidi.

Linfonodi cerca ricorrenze

I linfonodi, chiamati anche ghiandole linfatiche, sono piccoli organi tondeggianti o a forma di fagiolo, situati lungo le vie linfatiche, vasi nei quali scorre la linfa, presenti in tutte le aree dell'’organismo e servono a “vigilare” su organi e tessuti per difenderli da aggressioni di vario tipo. I linfonodi si chiamano anche stazioni linfatiche perché, in questi organi, cellule del sistema immunitario, come i linfociti, si fermano e si raccolgono per svolgere alcune delle loro funzioni. In alcuni distretti dell’'organismo i linfonodi assumono denominazioni particolari: è il caso delle placche di Peyer che si trovano nello spessore della parete dell'’intestino o delle tonsille poste nella faringe.

Essi reagiscono anche all’arrivo delle cellule tumorali.

Linkage cerca ricorrenze

Tendenza di due geni ad essere ereditati insieme come risultato della loro collocazione sullo stesso cromosoma. Il linkage si misura come percentuale di ricombinazione fra due loci.

Linkage disequilibrium cerca ricorrenze

Linkage disequilibrium (associazione gametica preferenziale) è il fenomeno per cui, a livello di popolazione, specifiche combinazioni di alleli a due o più loci concatenati tendono a trovarsi insieme sullo stesso cromosoma più frequentemente di quanto ci si attenda per caso. E' un evento che riguarda loci molto strettamente concatenati tra i quali, quindi, sono molto rare le ricombinazioni.

Liofilizzazione cerca ricorrenze

Processo di essiccazione cui vengono sottoposte sostanze organiche (alimentari, farmaceutiche, biologiche), consistente nel raffreddamento a temperature molto inferiori a 0 °C dell'acqua in esse contenuta e nella successiva sublimazione sotto vuoto spinto del ghiaccio che se ne ottiene, allo scopo di conservarle a lungo mantenendone inalterate le proprietà e ripristinarne all'occorrenza le caratteristiche originarie mediante la semplice aggiunta di acqua.

Lipidi cerca ricorrenze

sinonimo di grassi; indicano un insieme di composti organici insolubili in acqua. Sono costituiti da trigliceridi, composti chimici formati dal legame tra glicerina ed acidi grassi. Alcuni di questi acidi grassi sono essenziali ed intervengono in una serie di attività fisiologiche specifiche. Al gruppo dei grassi fanno capo anche i fosfolipidi ed il colesterolo. Anche questi nutrienti necessitano di una digestione che liberi i costituenti di base e li renda disponibili all'assorbimento. Fornire energia di riserva è la funzione principale dei grassi alimentari (9 kcal/g). Una dieta equilibrata di un individuo adulto dovrebbe avere un apporto energetico derivante dai grassi non superiore al 25-30% dell'apporto totale.

Lipoatrofia cerca ricorrenze

La lipoatrofia consiste nella perdita localizzata di tessuto adiposo sottocutaneo ed è una forma di lipodistrofia.
Spesso è iatrogena ed insorge tipicamente nella sede di iniezione di medicamenti quali insulina, corticosteroidi, somatotropina, glatiramer acetato e inibitori nucleosidici della transcriptasi inversa (NRTI, utilizzati nella cura dell'AIDS).
Molto meno frequenti sono le forme primarie di lipoatrofia che caratterizzano il quadro clinico di malattie rare quali la lipodistrofia totale acquisita, o sindrome di Lawrence-Seip, e la sindrome di Barraquer-Simons.

Lipolisi cerca ricorrenze

La lipolisi (o catabolismo lipidico) è un processo metabolico che prevede la scissione dei trigliceridi permettendo la liberazione di acidi grassi liberi (FFA) e glicerolo (o glicerina).

Lipoproteine cerca ricorrenze

Le lipoproteine sono macromolecole formate dall'aggregazione di due porzioni, una proteica e una lipidica, forma utile per il trasporto dei lipidi nel sangue. Queste sospensioni sono stabilizzate da legami non covalenti tra la porzione proteica (apoproteina) e quella lipidica. La presenza di legami non covalenti permette lo scambio dei costituenti lipidici e proteici tra i vari tipi di lipoproteine e tra quest'ultime e le membrane cellulari.
Le lipoproteine possono differenziarsi per dimensioni, densità e contenuto proteico e lipidico. Queste caratteristiche ne determinano anche diverse specificità funzionali. Dimensioni e densità dipendono dal rapporto quantitativo proteine/lipidi: se la densità aumenta, aumenta il contenuto proteico mentre le dimensioni diminuiscono. Le lipoproteine plasmatiche sono raggruppabili in quattro classi che differiscono proprio per il contenuto in lipidi e proteine:
- VLDL (Very Low Density Lipoproteins): lipoproteine a bassissima densità che presentano alto contenuto lipidico (soprattutto sono ricche di trigliceridi) e sono di dimensioni grandi.
- IDL (Intermediate Density Lipoproteins): lipoproteine a densità intermedia che derivano dalle VLDL e vengono convertite velocemente in LDL (vedi dopo); per tale ragione nel sangue si riscontrano in piccola concentrazione.
- LDL (Low Density Lipoproteins): lipoproteine a bassa densità che derivano dalle IDL. Le dimensioni sono grandi (ma più piccole delle IDL) con diametro compreso fra 230-280 Å (Angstrom).
- HDL (High Density Lipoproteins): lipoproteine ad elevata densità; hanno dimensioni più piccole con diametro compreso fra 95-130 Å e un contenuto proteico più elevato rispetto alle altre lipoproteine.
A queste lipoproteine, sempre presenti nel plasma, si aggiungono i chilomicroni di origine intestinale che compaiono dopo un pasto contenente alte percentuali di grassi. Le loro dimensioni sono maggiori delle classi precedenti.

Le HDL sono anche definite “colesterolo buono” perché le persone che ne hanno elevate concentrazioni nel sangue, hanno un rischio minore di presentare malattie di cuore e vasi. Le LDL, al contrario, sono considerate il “colesterolo cattivo” perché le persone che ne hanno alti livelli nel sangue, hanno un rischio aumentato di malattie di cuore e vasi.

lisciviazione cerca ricorrenze

Processo mediante il quale l’acqua rimuove le sostanze chimiche dal suolo tramite reazioni chimiche o il semplice dilavamento causato dal moto dell’acqua.

livello di esposizione ambientale cerca ricorrenze

Concentrazione o ammontare di una sostanza alla quale un organismo è esposto nella zona in cui vive.

LOAEL, Lowest Observed Adverse Effect Level cerca ricorrenze

Lowest Observed Adverse Effect Level indica il più basso livello di dose (esposizionealla quale si osservano effetti nocivi

Lobo intermedio dell'’ipofisi cerca ricorrenze

parte dell'’organo posta fra adenoipofisi e neuroipofisi.

Loci cerca ricorrenze

Plurale di locus; sono le posizioni che i geni occupano nell’'ambito del cromosoma.

Locus cerca ricorrenze

La posizione di un gene su un cromosoma. Cromosomi omologhi contengono serie identiche di loci disposti nello stesso ordine.

© tutti i diritti riservati - disclaimer - seguici su facebook
Software by Olga de Aloe